CONTROLUCE di Oliviero Fiorenzi resta in Giappone
A giugno di un anno fa CONTROLUCE l’installazione site-specific di Oliviero Fiorenzi, realizzata con il contributo scientifico della Fondazione Fedrigoni Fabriano, entrava nel Padiglione Italia di Expo Osaka 2025, oggi resta in Giappone ed entra nella collezione permanente della Ritsumeihìkan University. La cerimonia ufficiale di donazione è prevista oggi, 25 giugno 2026 presso l’Università, alla presenza di rappresentanti istituzionali, accademici e culturali.
CONTROLUCE nasce da una riflessione sulla carta come materia viva e stratificata.
La carta filigranata di Fabriano, con i suoi segni visibili solo in controluce, è al centro di un lavoro che intreccia memoria storica, tecnica artigianale e visione contemporanea.
Lo studio dei materiali conservati presso la Fondazione Fedrigoni Fabriano, partner scientifico del progetto, ha permesso all’artista di costruire un nuovo vocabolario simbolico, reinterpretando motivi antichi in chiave attuale. Le filigrane dei mastri cartai del XIII secolo collezionate da Augusto Zonghi e quelle per banconote a doppio effetto prodotte dalla storiche Cartiere Miliani Fabriano nella metà del IX secolo sono state d’ispirazione.
Una parete retroilluminata in carta filigranata, realizzata dagli artigiani fabrianesi e sviluppata a partire dallo studio delle carte storiche conservate presso la Fondazione Fedrigoni Fabriano, restituisce alla carta il suo ruolo originario di veicolo culturale e simbolico: l’arco e la freccia (1380) sono espressione di equilibrio e disciplina, l’arco richiama il kyūdō giapponese, l’arte del tiro con l’arco, in cui il gesto diventa meditazione e la freccia segue il respiro dell’anima; le forbici (1333) sono uno strumento di precisione e creatività, richiama la tradizione sartoriale e manifatturiera marchigiana; la chiave (1450) è simbolo di accesso e comprensione, apre le porte a nuove culture e lingue, facilitando il dialogo e l’incontro tra mondi diversi; le mani che si stringono (1461), icona di alleanza e fiducia, suggella un patto, unisce gli opposti e celebra l’incontro tra anime e intenti.
La luce, attraversando la carta, attiva simboli e segni (filigrane) che raccontano l’identità delle Marche, generando un dialogo tra passato e contemporaneità.
Il progetto si ispira all’estetica delle shōji giapponesi, lavorando sulla relazione tra luce, materia e vuoto. La filigrana fabrianese incontra la tecnica del doppio effetto, dando origine a una superficie dinamica, in costante trasformazione con la luce.
CONTROLUCE traccia una linea continua tra Oriente e Occidente: dalla nascita della carta in Asia alla sua trasformazione a Fabriano nella filigrana, restituendole il suo valore originario di veicolo culturale.
Foto di Ph Matteo Natalucci / Ph Glauco Canalis. Per gentile concessione dell'artista.